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- 2 dic 2022
- Tempo di lettura: 2 min
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Il parlamentare europeo Ernest Urtasun durante una conferenza stampa, stamattina, ha sostenuto che la Commissione europea ha adottato il modello normativo per le abitazioni ad uso turistico a Barcellona per il nuovo regolamento europeo. La Commissione Europea, infatti, ha appena dato il via libera a una proposta di regolamento comunitario che recepisce alcune delle misure promosse e lavorate a Barcellona per il controllo dell'offerta di appartamenti turistici con l'obiettivo di tutelare le cittΓ dall'attivitΓ delle piattaforme, garantendo la vita quotidiana del quartiere e garantire un turismo equilibrato e orientato al futuro. Allo stesso tempo, il governo municipale continua a sviluppare il piano d'urto contro gli appartamenti turistici illegali. Avviato nell'estate del 2016, ha prodotto buoni risultati e ha permesso di porre fine alla proliferazione incontrollata di questa attivitΓ , passando da circa 6.000 appartamenti turistici abusivi a una cifra molto bassa grazie all'attivitΓ di controllo e sanzionamento. Dall'inizio del piano sono stati complessivamente analizzati 54.093 annunci e aperti circa 18.185 fascicoli disciplinari, che hanno portato a 7.749 ordinanze di licenziamento e 9.336 fascicoli disciplinari.
In pratica, la Commissione Europea sta proponendo un Regolamento sulla raccolta e lo scambio di dati relativi ai servizi di affitto di alloggi a breve termine che estenda a livello comunitario alcune delle azioni che sono già applicate e su cui si sta lavorando a Barcellona, così che concede capacità di controllo e regolazione a città e territori che fino ad ora ne erano sprovvisti. Nello specifico: ⒠Le piattaforme devono semplificare la visualizzazione dei numeri di registrazione e verificare in modo casuale che gli host si siano registrati e che i numeri siano validi. ⒠à regolata una procedura di registrazione per il rilascio automatico di un identificatore univoco per ogni immobile rilasciato dallo Stato membro competente e che identifica l'alloggio. Gli host devono utilizzare questo numero e visualizzarlo online. ⒠Ogni mese e in modo automatico, le piattaforme devono fornire le informazioni rilevanti alle autorità , compresi i dati sul numero di pernottamenti e ospiti; il numero di registrazione e l'indirizzo web degli annunci di alloggi a breve termine. Ciò consentirebbe di rilevare annunci non registrati o illegali e far rispettare l'obbligo di registrazione, portando maggiore trasparenza.
In Italia, giΓ molte Regioni hanno introdotto il codice identificativo regionale e giΓ da qualche mese le principali OTA hanno apportato modifiche negli annunci che consentono lβinserimento di tali codici; qui da noi la lotta allβabusivismo Γ¨ giΓ iniziata e le nostre Forze dellβOrdine hanno giΓ scoperto attivitΓ illecite o non regolari. Tutti auspichiamo alla creazione di un unico codice da ottenersi nel rispetto dei criteri delle leggi.
Ora, perΓ², vorremmo che tavoli di confronto si aprissero per discutere dati seri e necessari per capire il fenomeno delle locazioni brevi. Noi di Bre-VE ne abbiamo trovati che dimostrano, non smetteremo mai di dirlo, come questa forma di locazione non sia affatto la causa di degrado o spopolamento delle nostre cittΓ ma, al contrario, che Γ¨ una fonte di economia importante per le nostre cittΓ d'arte.




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